Programma-bandiera Pure Organica

Save the Glaciers

Salvaguardia attiva dei ghiacciai. Primo cantiere: Valle d'Aosta. Orizzonte: le montagne del mondo.

Dal monitoraggio del declino alla protezione attiva.

Per vent'anni abbiamo misurato quanto ghiaccio perdiamo ogni estate. Save the Glaciers porta sul ghiacciaio una tecnologia italiana progettata per rallentarne la fusione: misurabile, reversibile, rispettosa della montagna.

Il Cervino da Breuil-Cervinia. Ai suoi piedi il ghiacciaio del Plateau Rosa, sito candidato per la prima sperimentazione.
Perché adesso

L'estate 2026 ha cambiato le regole

La stagione di fusione in corso è tra le più severe mai osservate sulle Alpi. Il «Glacier Loss Day», il giorno in cui i ghiacciai esauriscono la neve dell'inverno, quest'anno è arrivato a inizio estate, con mesi di caldo ancora davanti. Il permafrost che cede destabilizza le pareti in quota.

Senza interventi, la traiettoria è il collasso progressivo dei ghiacciai sotto i 3.500 metri. Proteggerli non è solo un dovere ambientale: è difesa di valore economico, idrico e sociale per la montagna e per la pianura.

A

Acqua

Riserva idrica per acquedotti, agricoltura e industria: i ghiacciai regolano i deflussi estivi di interi bacini, quando la neve è già esaurita.

E

Energia

L'idroelettrico alpino dipende dai deflussi glaciali: in Valle d'Aosta è la spina dorsale della produzione elettrica regionale.

T

Turismo

Ghiacciai e alta montagna sono il capitale del turismo alpino, estivo e invernale: guide, rifugi, impianti, l'indotto delle valli.

S

Sicurezza

Il degrado di ghiacciai e permafrost genera frane, colate e laghi instabili. Proteggere il ghiaccio riduce il rischio a valle.

N

Natura

Con il ghiaccio scompaiono habitat, fauna e flora d'alta quota, e l'archivio climatico che ogni ghiacciaio custodisce.

Ciò che proteggiamo

Un patrimonio di bellezza e di vita

Il ghiacciaio del Plateau Rosa e l'ecosistema d'alta quota che vive con lui. Lo stambecco è l'emblema del programma: resiste dove tutto il resto si arrende.

Lo stambecco
Lo stambecco
Capra ibex
La pernice bianca
La pernice bianca
Lagopus muta
La stella alpina
La stella alpina
Leontopodium alpinum
Il ranuncolo glaciale
Il ranuncolo glaciale
Ranunculus glacialis
La risposta

TI-SKIN® GLACIERS: un sistema progettato per il ghiaccio

«Non un telo adattato: una tecnologia dedicata.»

La copertura dei ghiacciai è realtà sperimentale da vent'anni: sul Presena i teli geotessili riducono la fusione estiva di circa la metà, ogni anno dal 2008. Il limite non è il principio fisico, è il materiale: teli industriali generici, pesanti, poco durevoli, con rilascio di microplastiche e costi di posa che impediscono la scala.

Save the Glaciers parte da qui: un sistema multistrato progettato per il ghiacciaio, basato sulla tecnologia TI-SKIN® e sviluppato in partnership con Syndego Italia.

1

Superficie riflettente

Alta albedo: respinge la radiazione solare verso l'atmosfera, senza danno per fauna, flora o traffico aereo.

2

Tessuto tecnico

Resistenza a vento, trazione e movimentazione in quota.

3

Isolante termico

Strato microporoso che blocca il calore verso il ghiaccio e crea le condizioni per la condensazione.

4

Intercapedine d'aria

Camera d'aria controllata: il contributo isolante dimostrato dagli studi alpini.

5

Cattura dell'umidità

Sistema passivo e autonomo che favorisce la solidificazione dell'umidità: il ghiaccio non solo protetto, ma rigenerato.

Stagionale e reversibile. Posa a inizio estate, rimozione e stoccaggio in inverno. Moduli riparabili singolarmente, per proteggere in modo mirato le aree a più alta fusione.
Una tecnologia da dimostrare, non una promessa.
Il metodo

Il Proof of Concept: misurare, non promettere

Una sperimentazione controllata sul ghiacciaio del Plateau Rosa, sopra Breuil-Cervinia, per un'intera stagione di fusione: aree coperte con configurazioni diverse accanto a un'area di controllo non coperta, stazioni automatiche, rilievi giornalieri, droni.

Il risultato che conta è uno solo: la riduzione della fusione rispetto all'area di controllo. Un numero verificabile da terzi. Si industrializza soltanto se prestazioni, sicurezza e logistica superano le soglie concordate con i partner scientifici.

Fase 0

Laboratorio

Caratterizzazione dei materiali: albedo, emissività, conducibilità, UV, gelo e disgelo.

Fase 1

Banco prova

Confronto di più configurazioni su superficie ghiacciata controllata.

Fase 2

Preparazione

Produzione dei moduli, autorizzazioni, logistica e piano di sicurezza.

Fase 3

Sul ghiacciaio

Posa dell'area pilota e monitoraggio continuo per tutta la stagione di fusione.

Fase 4

Analisi e dossier

Dati di fusione, costi, ciclo di vita: il dossier tecnico per l'industrializzazione.

9 mesi
dalla partenza al Proof of Concept completato
Estate 2027
la stagione di fusione obiettivo per la prova sul campo
Aosta
sede operativa del programma, nell'incubatore d'impresa
Le regole del gioco

Ambiente e sicurezza: vincoli di progetto, non ripensamenti

Su un ghiacciaio non si sperimenta a cuor leggero. Ogni rischio ha una contromisura progettata dall'inizio.

Microplastiche

Materiali a rilascio zero o minimo, rivestimenti protettivi, recupero integrale del sistema e controllo dell'inventario a fine stagione.

Fauna e habitat

Lunghezze d'onda riflesse sicure per la fauna, test ecotossicologici e osservazione degli effetti con i partner scientifici.

Fine vita

Analisi del ciclo di vita completa: riuso pluristagionale dei moduli, riciclo dei materiali, nessun abbandono in quota.

Sicurezza in quota

Posa e rimozione con guide alpine e squadre specializzate, supporto dei droni, finestre meteo e procedure dedicate.

Trasparenza

I dati della sperimentazione sono aperti ai partner istituzionali e pubblicabili: il programma si valuta sui numeri, non sugli annunci.

Il momento

La finestra è adesso

2025

Anno Internazionale della Salvaguardia dei Ghiacciai, proclamato dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che ha istituito la Giornata mondiale dei ghiacciai del 21 marzo e aperto il Decennio d'azione per le scienze criosferiche 2025–2034.

Alpi

Una sfida condivisa da tutte le regioni alpine, in Italia e nei Paesi vicini: chi sviluppa per primo la soluzione guida la cooperazione.

Italia

Le Dolomiti sono Patrimonio dell'Umanità dal 2009, con i loro ghiacciai. Il massiccio del Monte Bianco non lo è ancora: Save the Glaciers sostiene la causa della sua iscrizione.

Il nostro traguardo dichiarato: portare i risultati del Proof of Concept ai tavoli internazionali (ONU, UNESCO, WMO) e alle istituzioni europee. Oggi è l'obiettivo a cui puntiamo, non un patrocinio già acquisito.
Oltre il cantiere

Il Glacier Preservation Program

Il valore non è il materiale: è il ghiaccio effettivamente preservato. Dopo la dimostrazione, il programma diventa un servizio pluriennale per chi vive del ghiacciaio: comprensori sciistici, bacini idroelettrici, comunità e regioni di montagna.

Progettazione, posa, monitoraggio e misurazione, stagione dopo stagione. Dalle Alpi alle montagne del mondo: la prima impresa europea di infrastrutture climatiche per la criosfera.

Chi c'è dietro

Pochi partner, ma buoni

Capofila

Pure Organica Corp. — selezione, coordinamento e sviluppo del programma.

Tecnologia

TI-SKIN®, in partnership con Syndego Italia.

Partner ufficiale

ConfAssociazioni Piemonte e Valle d'Aosta, con il suo Presidente, l'Ing. Roberto Terranova, VP Europe di Pure Organica.

Rete

Partner scientifici e industriali in corso di formalizzazione: università, enti di ricerca, imprese alpine.

Ing. Roberto Terranova, Presidente
Partner ufficiale
ConfAssociazioni

ConfAssociazioni Piemonte e Valle d'Aosta

Ing. Roberto Terranova, Presidente

Il soggetto di rappresentanza unitaria di federazioni, associazioni, imprese e professionisti, in Italia e in Europa, è partner ufficiale di Save the Glaciers con il suo Presidente, l'Ing. Roberto Terranova, Vice President Europe di Pure Organica. Una rete radicata nelle due regioni alpine da cui il programma parte, con un dialogo istituzionale già aperto con la Regione Autonoma Valle d'Aosta.

“L'uomo è sempre padrone del proprio destino. Chi dirige istituzioni e imprese ha responsabilità fondamentali verso l'ambiente. Il nostro gruppo di imprenditori ha nel proprio DNA la protezione delle persone e dell'ambiente: la volontà e la tecnologia sono i nostri scudi.”— Ing. Roberto Terranova, Presidente ConfAssociazioni Piemonte e Valle d'Aosta

Cerchiamo chi vuole esserci dall'inizio

Partner fondatore

Un investitore àncora che dà il nome al programma: esclusiva di categoria, dati ambientali verificati da terzi, un posto al tavolo istituzionale.

Partner scientifici

Università, enti di ricerca e fondazioni: co-progettazione della sperimentazione, accesso ai dati, pubblicazioni condivise.

Partner del territorio

Regioni, partecipate, comprensori e imprese alpine: il programma nasce in Valle d'Aosta e cresce con chi la vive.

Fotografie: Rufus46 (Cervino), Giles Laurent (stambecco), Ostaehli (pernice bianca), Daniel Schwen (stella alpina), Robert Flogaus-Faust (ranuncolo glaciale) — Wikimedia Commons, licenze CC BY / CC BY-SA. Emblema: elaborazione Pure Organica da opera CC0.